L’esterno portoghese impressiona al Mondiale per Club e si candida per un ruolo da protagonista, mettendo in discussione la posizione di Nico Gonzalez
Con le prestazioni recenti di Alberto Costa, la Juventus può guardare con maggiore serenità al proprio futuro tecnico. L’esterno portoghese è stato indubbiamente il protagonista più brillante nel debutto bianconero al Mondiale per Club contro l’Al Ain, sorprendendo positivamente anche i più scettici per quanto riguarda il suo impatto immediato sulla squadra.
Già nelle battute conclusive della passata stagione aveva mostrato sprazzi del suo talento, ma quando Giuntoli lo portò a Torino durante la finestra di mercato invernale, pochi diedero il giusto peso all’operazione. Forse perché in quel momento le priorità della rosa sembravano concentrate su altri reparti.
Un investimento lungimirante
I 12,5 milioni di euro spesi per assicurarsi il giovane talento lusitano rischiano ora di rivelarsi un vero affare strategico, permettendo alla dirigenza bianconera di riconsiderare alcune scelte di mercato precedentemente ritenute inevitabili e optare per soluzioni più vantaggiose sia dal punto di vista tecnico che finanziario.
La Juventus è attivamente alla ricerca di un esterno di caratura internazionale. Dall’arrivo di Comolli, il club ha scandagliato con attenzione sia il mercato italiano che quello estero, con l’obiettivo di fornire a Tudor un’opzione di qualità per le competizioni europee. Fino a poco tempo fa, Costa era considerato quasi un oggetto misterioso all’interno della rosa, ma le recenti prestazioni convincenti lo proiettano ormai verso un ruolo di primo piano.
Ripercussioni sul mercato in uscita
Lo sviluppo inatteso del portoghese potrebbe avere conseguenze dirette sulla posizione di altri giocatori, in particolar modo su Nico Gonzalez. L’argentino appare sempre più nella lista dei possibili partenti, tanto che la Juventus lo ha già proposto al Marsiglia e intende presentarlo in altri tavoli di trattativa durante la sessione estiva di calciomercato.
Alla base di questa scelta c’è una valutazione tecnico-economica: Gonzalez non ha offerto un rendimento adeguato come attaccante e, nel ruolo di esterno, potrebbe non garantire quel valore aggiunto che giustifichi la sua permanenza, soprattutto considerando che altri elementi come Weah hanno un costo significativamente inferiore e offrono maggiore versatilità tattica, potendo essere impiegati su entrambe le fasce.
Numeri promettenti e prospettive future
Il bilancio di Costa in maglia bianconera sta diventando sempre più interessante. Ha fornito 2 assist nei primi 90 minuti disputati al Mondiale per Club contro l’Al Ain, aggiungendosi all’assist già realizzato nell’ultima giornata di campionato a Venezia per il momentaneo 1-2 firmato Kolo Muani. Nella stagione appena conclusa ha totalizzato 9 presenze per complessivi 352 minuti di gioco.
Il processo di ambientamento del portoghese sembra ormai completato: non solo riesce a incidere nelle partite in cui viene impiegato, ma appare come una soluzione sempre più credibile per l’undici titolare. Gli analisti di https://lsbet.it.com/ hanno già evidenziato come l’ascesa di giovani talenti come Costa rappresenti una delle chiavi per comprendere le strategie future dei grandi club europei, attenti a valorizzare investimenti sostenibili con alto potenziale di rendimento.
Un nuovo corso juventino
A meno di offerte irrinunciabili che potrebbero indurre la dirigenza a ulteriori valutazioni, il classe 2003 va ormai considerato uno dei punti fermi del nuovo ciclo bianconero. Si aggiunge così all’eredità positiva lasciata da Giuntoli, in linea con gli acquisti azzeccati di Thuram e Di Gregorio.
Per quanto riguarda il possibile effetto domino che vedrebbe il portoghese “spingere” verso l’uscita Nico Gonzalez, questa eventualità appare sempre più concreta, configurandosi come una soluzione razionale a quello che, col senno di poi, si è rivelato un investimento poco fortunato durante la scorsa campagna acquisti estiva.
In un contesto dove la Juventus cerca di ricostruire un ciclo vincente, la memoria storica rimane importante per un club che ha vissuto momenti difficili prima di tornare ai vertici, proprio come insegna la tragica lezione dell’Heysel che cambiò per sempre il volto del calcio europeo.
La storia di Costa potrebbe rappresentare il simbolo perfetto della nuova filosofia juventina: investimenti mirati su giovani di talento, capaci di crescere all’interno del progetto tecnico e diventare protagonisti inaspettati di un nuovo corso bianconero, più sostenibile economicamente ma non meno ambizioso nei risultati sportivi.