Galliani pronto a tornare al Milan: Ibrahimovic tesse la tela per il grande ritorno

L’ex braccio destro di Berlusconi potrebbe diventare super consulente di RedBird, ma tutto dipende dal closing del Monza

Una suggestione che sta prendendo forma giorno dopo giorno. Adriano Galliani potrebbe tornare al Milan dopo otto anni dall’addio, avvenuto con il passaggio ai cinesi di Yonghong Li, in un ruolo completamente nuovo che valorizzerebbe la sua esperienza e la sua rete di contatti internazionali. Un’ipotesi clamorosa che porta la firma di Zlatan Ibrahimovic e che potrebbe concretizzarsi entro poche settimane, rappresentando una svolta significativa nella gestione del club rossonero.

Il Monza come punto di svolta

La possibilità di rivedere Galliani a Casa Milan dipende esclusivamente da quanto accadrà il 9 settembre, data cruciale per il futuro del Monza. Il fondo americano Beckett Layne Ventures, che lo scorso 1° luglio ha firmato con Fininvest il signing per l’acquisizione dell’80% delle quote del club brianzolo, dovrà completare l’operazione versando i 21 milioni necessari per il closing.

In Brianza si respira un cauto ottimismo, anche se l’esperienza insegna prudenza: non sarebbe la prima volta che investitori stranieri, dopo grandi promesse, non concretizzino con i bonifici. Se l’operazione andasse in porto, Galliani diventerebbe immediatamente libero da impegni, poiché Fininvest, contrariamente alle previsioni iniziali, non intende mantenere un proprio rappresentante nel board del Monza a tutela del 20% che conserverà fino al luglio 2026.

L’estate delle grandi manovre

Le prime indiscrezioni sul possibile ritorno di Galliani risalgono a metà luglio, quando l’amministratore delegato del Monza si trovava negli Stati Uniti per assistere alla finale del Mondiale per club. Il progetto ha preso consistenza durante un weekend in Costa Azzurra, quando Galliani è stato ospite sullo yacht di Flavio Briatore insieme a Gerry Cardinale, numero uno di RedBird, determinato a rilanciare un Milan reduce da una deludente stagione conclusa all’ottavo posto.

Non è passata inosservata la foto pubblicata da Briatore il 22 luglio sui social, che ritraeva il figlio Nathan insieme a Galliani, confrontata con un’immagine simile di dieci anni prima. Un messaggio cifrato che ha alimentato le speculazioni.

Dietro questa operazione nostalgia c’è lo zampino di Zlatan Ibrahimovic che, nonostante la sua limitata presenza mediatica, continua a influenzare le decisioni strategiche del club. Lo svedese, che si rivolge a Galliani chiamandolo “capo”, avrebbe suggerito personalmente a Cardinale l’ingaggio dell’ex braccio destro di Berlusconi, architetto dei 29 trofei conquistati in 31 anni durante l’era Silvio.

Un ruolo su misura

Galliani non entrerebbe nell’organigramma ufficiale del club e non andrebbe a sostituire Paolo Scaroni, presidente considerato inamovibile, recentemente nominato anche a capo di RedBird International e figura chiave per il progetto del nuovo stadio, priorità assoluta per la proprietà americana.

Il suo incarico sarebbe quello di super consulente con competenze trasversali: dai rapporti istituzionali alle relazioni diplomatiche con i grandi club europei, fino alla gestione dei contatti con i principali agenti del calcio mondiale. Un ruolo che valorizzerebbe la sua impressionante rete di conoscenze, costruita in decenni di carriera ai vertici del calcio italiano e internazionale.

Recentemente Galliani è stato persino invitato da Florentino Perez a tenere un discorso agli studenti dell’Escuela Universitaria del Real Madrid, ulteriore dimostrazione del suo prestigio internazionale, mentre in Italia ha facilitato l’elezione di Simonelli alla presidenza della Lega Serie A e mantiene rapporti costanti con il presidente federale Gravina.

Le sfide dell’integrazione

In una struttura dirigenziale già definita, con ruoli e responsabilità ben delineati, l’inserimento di una figura del calibro di Galliani rappresenterebbe una sfida non banale. La convivenza con l’attuale management – composto dal presidente Scaroni, dall’amministratore delegato Giorgio Furlani e dai direttori sportivi Geoffrey Moncada e Igli Tare – richiederà equilibrio e chiarezza nelle competenze.

I tifosi rossoneri più nostalgici sognano già la ricostituzione della triade che portò grandi successi: Galliani, Allegri e Ibrahimovic, combinazione che richiama alla memoria le vittorie dell’ultimo scudetto pre-RedBird, in un’epoca in cui le decisioni venivano prese con rapidità e determinazione, non dissimili dalle scelte che gli appassionati di calcio fanno quando selezionano le proprie squadre su piattaforme come https://lsbet.it.com/.

La situazione ricorda per certi versi le sfide che affrontano molti club italiani nell’equilibrare ambizioni sportive e sostenibilità finanziaria, come emerge anche dalla situazione della Roma, alle prese con i vincoli del Fair Play Finanziario che condizionano pesantemente le strategie di mercato dei giallorossi, costretti a programmare cessioni importanti per rispettare i parametri UEFA.

Per sapere se questa affascinante operazione nostalgia si concretizzerà, bisognerà attendere almeno fino al 9 settembre. Solo allora si capirà se Galliani potrà effettivamente tornare nella sua casa calcistica per eccellenza o se continuerà il suo percorso al Monza, club che ha portato per la prima volta nella sua storia in Serie A.