I bianconeri resistono per un’ora prima di cedere al gol di Garcia: nessun crollo dopo la disfatta contro il City
Orgoglio ritrovato. La Juventus saluta il Mondiale per club con un’eliminazione agli ottavi di finale contro il Real Madrid, ma con la consapevolezza di aver disputato una gara di ben altro spessore rispetto alla debacle contro il Manchester City di appena cinque giorni prima. Un 1-0 che non fa male, soprattutto considerando che alla vigilia i pronostici oscillavano tra la sconfitta certa e il rischio di una nuova imbarcata.
Un primo tempo sorprendente
Equilibrio inatteso. Nei primi 45 minuti, la squadra bianconera ha sorpreso tutti gli osservatori presenti all’Hard Rock Stadium, apparso come un Santiago Bernabeu in trasferta per la massiccia presenza di tifosi blancos. La formazione di Torino si è mostrata compatta ma non rinunciataria, capace di spostare intelligentemente il baricentro dell’aggressività e togliere profondità alle temute accelerazioni di Vinicius Junior e compagni.
Nonostante il possesso palla a favore dei madrileni (57% all’intervallo), la Juventus ha creato le occasioni migliori nei primi venti minuti. Al settimo, Yildiz con un’azione alla Zidane ha messo in moto Kolo Muani, il cui pallonetto è terminato sopra la traversa. Tre minuti più tardi, ancora il giovane talento turco ha scagliato un potente tiro da fuori area, deviato in corner. Successivamente, un delizioso cross di Cambiaso ha trovato la testa di Conceição, a concludere un’azione avviata proprio dalle serpentine di Yildiz, che ha strappato persino commenti di ammirazione (“muy bueno”) dai giornalisti spagnoli presenti in tribuna stampa.
La resistenza e il cedimento
Di Gregorio protagonista. Il Real Madrid non è rimasto certo a guardare e si è fatto pericoloso con Federico Valverde, vero motore della squadra di Ancelotti. L’uruguaiano ha servito Bellingham per un’occasione ravvicinata neutralizzata da Di Gregorio con un intervento prodigioso, e ha poi concluso personalmente con un potente tiro da distanza siderale che ha impegnato nuovamente l’estremo difensore bianconero in una parata strepitosa.
L’inizio della ripresa ha visto un Real Madrid più determinato: altra conclusione di Valverde fuori di poco, seguita da due tentativi di Bellingham e Huijsen sventati dall’ottimo Di Gregorio. Il gol decisivo è arrivato al quarto tentativo, con Gonzalo Garcia che ha deviato in rete un cross di Alexander-Arnold con un preciso tocco al volo. Una rete che ha rappresentato il momento di svolta della partita: la Juventus è progressivamente scomparsa nel secondo tempo, esaurendo le energie fisiche e morali profuse per restare in scia ai Campioni d’Europa.
Una sconfitta che non fa male
Segnali positivi. Nonostante l’assalto finale dei Blancos, che ha visto anche l’ingresso in campo del tanto atteso Kylian Mbappé a metà ripresa (mentre sugli spalti svolazzavano ancora i poster di Cristiano Ronaldo, idolo di entrambe le tifoserie), la Juventus non è crollata. Non aver subito un passivo pesante rappresenta già un significativo passo avanti rispetto alla prestazione contro il Manchester City.
La squadra bianconera rientra dunque in Italia con l’eliminazione dal Mondiale per club, ma con alcune indicazioni incoraggianti, specialmente nella prima ora di gioco, quando è riuscita a tenere testa a una formazione oggettivamente superiore per qualità individuali, esperienza e profondità della rosa.
I tifosi juventini, pur delusi dal risultato finale, possono trovare spunti di ottimismo in questa prestazione, come testimoniano anche i numerosi commenti positivi che è possibile leggere quali sono le migliori recensioni su Sushicasino dove gli appassionati di calcio analizzano con attenzione l’evoluzione della squadra in questo torneo internazionale.
La Juventus dovrà ora ripartire da questa dignitosa sconfitta per costruire un futuro più solido, seguendo l’esempio di altre squadre italiane che hanno saputo risollevarsi dopo momenti difficili, come racconta l’articolo sul trionfo del Napoli e il rinnovo di Conte, dimostrando come nel calcio i cicli sportivi possano rapidamente alternarsi tra difficoltà e successi quando si costruisce con pazienza e lungimiranza.
