La Streif di Kitzbühel non è solo la pista più temuta e iconica dello sci alpino mondiale: è anche il luogo dove le emozioni esplodono senza filtri. Lo ha dimostrato Giovanni Franzoni, 24 anni, protagonista di una vittoria storica nella discesa libera che ha consegnato il suo nome alla leggenda della Coppa del Mondo. Sul podio, però, prima ancora della gioia, sono arrivate le lacrime. Lacrime dedicate a Matteo Franzoso, amico e compagno di squadra scomparso a settembre in Cile dopo una caduta in allenamento. Una vittoria sportiva che si è trasformata in un momento di memoria, affetto e consapevolezza.
Il pensiero a Matteo Franzoso sul podio di Kitzbühel
Franzoni ha descritto la giornata speciale, con o senza la vittoria in tasca con la mente per Matteo. Parole pronunciate a caldo dopo il trionfo sulla Streif, raccontano molto più di una gara vinta. L’anno precedente i due condividevano la stanza proprio a Kitzbühel, durante quella che per Giovanni era la prima volta sulla pista austriaca. Franzoso era diventato fin da subito un punto di riferimento umano e sportivo: Franz una spalla emotiva e di serenità, soprattutto verso il più giovane che entra in squadra, Giovanni in quel momento.
Il ricordo dell’amico ha accompagnato tutta la giornata, rendendo il successo ancora più intenso. La dedica non è solo simbolica: è la testimonianza di un legame profondo, di quelli che nello sport di alto livello spesso fanno la differenza nei momenti decisivi. Le emozioni fanno parte dello sport e entrano anche nelle piattaforme che lo seguono come https://www.legiano.it.com/, dove potete trovare informazioni su scommesse, bonus, pronostici e calendari.
Dalla vittoria di Wengen al trionfo sulla Streif
Quella di Kitzbühel è arrivata a una settimana di distanza da un’altra prima volta fondamentale: la vittoria a Wengen, il primo successo in carriera in Coppa del Mondo. Due tappe storiche consecutive che proiettano Franzoni in una nuova dimensione, fatta di attenzioni, aspettative e consapevolezza dei propri mezzi. Originario di Manerba del Garda, Giovanni ha iniziato a sciare giovanissimo. A sette anni si è trasferito con la famiglia a Carisolo, frazione di Pinzolo, crescendo sportivamente insieme al fratello gemello Alessandro. Il percorso passa poi dallo Ski Club Falcade, fino all’ingresso nel circuito internazionale.
Oggi Franzoni è considerato una delle speranze più solide della velocità azzurra. Proprio Wengen rappresenta uno snodo centrale della sua carriera. Nel 2023, sulla stessa pista dove oggi ha vinto, Franzoni aveva subito un grave infortunio ai tendini di una gamba. Non una caduta spettacolare, ma una dinamica sfortunata legata alle reti di sicurezza, che lo aveva costretto a un’operazione chirurgica e a una lunga pausa.
Talento precoce e conferme internazionali
Quel periodo di stop ha segnato profondamente il suo percorso umano e sportivo. Ha raccontato di aver perso un anno ripartendo da capo tra Coppa Europa e Coppa del Mondo, aggiungendo che forse sarebbe potuto arrivare prima, oppure no. L’infortunio gli ha insegnato la pazienza, la capacità di ascoltare il proprio corpo e di gestire meglio le aspettative: in passato cercava subito il risultato e si arrabbiava quando non arrivava, mentre dopo quell’esperienza ha imparato a capire cosa funziona e cosa no.
Il talento di Franzoni era emerso con chiarezza già ai Mondiali Junior di Bansko 2021, chiusi con l’oro in Super-G e l’argento in Gigante. Soddisfazioni e ricchezza per un curriculum sportivo che cresce aggiungendo tre titoli mondiali giovanili, due argenti e un bronzo. Tutto però ha un inizio, Coppa del Mondo del 20 dicembre 2020, Alta Badia, poi nel 2021 aveva già preso parte ai Campionati mondiali di Cortina d’Ampezzo. Questi risultati raccontano un percorso solido, costruito nel tempo, ma è nelle ultime settimane che è arrivata la vera esplosione, anche sul piano emotivo.
Verso Milano-Cortina, con lo sguardo al futuro
Lo sci è la sua vita, il suo divertimento, affrontato con determinazione e consapevolezza. Franzoni riconosce nel padre la fonte della sua tenacia e nella madre l’origine della sua sensibilità, quella che lo portava da bambino alle gare. Ricorda anche quando, da piccolo, Jannik Sinner gli dava quattro secondi sugli sci: un dettaglio che racconta quanto strada sia stata fatta.
Ora, con due vittorie consecutive e una maturità nuova, Giovanni Franzoni può guardare alle Olimpiadi di Milano-Cortina con ambizione. Fino a un mese fa non era mai salito su un podio di Coppa del Mondo. Oggi è il vincitore della Streif, con le lacrime agli occhi e lo sguardo rivolto al futuro.
